mercoledì, 06 gennaio 2010

L’ignoranza è sinonimo di felicità?

Credo che, a volte, sia meglio non sapere! Non mi riferisco alla pubblica informazione, ovviamente, ma all’individualità del singolo: troppe informazioni, troppe parole, troppi mezzi per farsi gli altrui affari (o per far conoscere i propri).

Quando è cominciato tutto questo?

Quando abbiamo smesso di parlare per comunicare attraverso uno schermo?

Avevamo le nostre idee ed il nostro corpo per trasmetterle agli altri: vista e tatto per comprenderci, voce per sussurrare, udito per ascoltare.

Poi? Cosa è successo poi?

È arrivato un momento in cui la pigrizia unitamente alla semplicità di comunicazione attraverso il web, c’ha portati a dimenticare gli sguardi, i sorrisi ed il rumore dei battiti, in cui il vizio della curiosità c’ha condotti alla deviazione dalla nostra stessa natura.

Disintossichiamoci dalla devianza e riprendiamoci la nostra felicità!

Auguro un libero 2010 a chiunque passi da qui :) 

Eva

aiutodacasa alle 13:53 in: momenti arancioni
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lunedì, 04 gennaio 2010

Walzer Viennese

Ho fatto la scelta giusta, almeno credo, almeno stavolta.

Ero partita con la rabbia nel cuore…

… poi….

Sul terrazzo di un palazzo del sesto distretto non faceva freddo:

le luci colorate dei fuochi sui tetti scaldavano quell’atmosfera già di per sé magica.

Continuavo a guardare il cielo con il sorriso sulle labbra…

Continuo a non credere possibile una tale meraviglia!

Un attimo, dieci minuti alla mezzanotte:

Cambio di programma, prendete i cappotti... andiamo!

Ma… Dove?

Pare ci sia un terrazzo, a casa di Thomas, da cui si possono vedere i fuochi d’artificio su tutta Vienna!

Thomas… Thomas ed i suoi flutes di vetro tirati fuori dal cruscotto assieme ad una bottiglia di spumante (come un mago tirerebbe fuori un coniglio dal cilindro per farti sorridere…).

La folle corsa in auto tra i “botti” e le gambe che pestano velocemente i gradini di quei dieci piani.

I cioccolatini di Raimond.

Il sorriso di Francesca e Patrick.

La serenità di Jasmine.

Le luci nel buio.

Il goulash piccante.

Il mio 2010.

aiutodacasa alle 23:10 in: momenti rossiarancionigialliverd
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lunedì, 28 dicembre 2009

NovitĂ 

Il limite è varcato!

Domando:

perché proprio a me?

Non avevi altri a cui raccontarla quella cosa?

Proprio non te la potevi tenere?

Amici?

Certo, ma quando pare a te!

Per il resto del tempo sono una conoscente (tra l’altro una da evitare) poi, tutto d’un tratto, divento l’amica con cui confidarti… una cattiveria gratuita!

E poi?

Come se non bastasse, la ciliegina sulla torta: che le donne non sono mica persone, ma Novità!

Sì, un po’ come i giocattoli per i bimbi: arriva quello nuovo ed il vecchio finisce direttamente nel secchio dell’immondizia!

 

Che povertà,

che miseria,

che pena!

aiutodacasa alle 13:33 in: momenti neri
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martedì, 22 dicembre 2009

Vedere o non vedere?

Ammaliante e pungente ma, al tempo stesso, accecante e nauseante.

Un tempo non avrei esitato: “Vedere” sarebbe stata la mia risposta!

Ora… non so.

Buffo, non avrei mai creduto di poter arrivare a questo punto.

La verità è che, dopo un po’, tutto può diventare estremamente noioso!

Prendiamo un’infatuazione, la tipica scena vista e rivista del “non lo posso avere”:

ad un certo punto diventa quasi una battaglia con noi stessi, si lotta per avere qualcosa che nemmeno esiste! Sì , perché quel che vediamo non è altro che quel che vogliamo vedere, può sembrare affascinante, intrigante, interessante ma… non esiste perché, se esistesse e si avverasse, sarebbe la perfezione… e la perfezione, appunto, NON ESISTE!!!

aiutodacasa alle 20:59 in: momenti cristallo
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martedì, 01 dicembre 2009

Mi mancava l'aria

Oggi ho letto una storia che mi ha colpita.

M’ha ricordato loro, la loro fine.

In realtà ci pensavo già da sabato.

Ora, in quello che era Yuta S., c’è un negozio di prodotti per pulire la casa… non c’ero più entrata.

Un mese fa ho comprato un paio di jeans… ma non c’era er Coccia ad accogliermi sui listoni di legno scuro che coprivano un pavimento ordinario…

Buongiorno Madame!

Buongiornoooo!!! Gianlù, mi sa che devo comprare un paio di jeans!

Eccoli qua Madame, questi sono i tuoi!  E ringrazia tua madre per la torta… me l’ha portata prima tuo fratello!

Puntualmente uscivo da quel negozietto con quel paio di pantaloni nella busta di carta marroncina.

Dar Coccia ci si fermava sempre a far due chiacchiere quando si passava di lì, c’era chi ci si rinchiudeva ore in quel negozietto: a giocare a carte, a chiacchierare, a cazzeggiare…

Aveva una maglietta gialla quel giorno.

Sono passata davanti al negozio con la macchina, tornando dal lavoro.

Non mi sono fermata.

Era appoggiato al solito angolino di marmo che incorniciava l’ingresso.  

Ho fatto un cenno di saluto con la mano, come al solito.

Ha accennato un inchino, come al solito.

La sera mi ha telefonato Saretta: Gianluca si è sparato.

Alfonso, del bar, ha fatto una colletta per il funerale.

La saracinesca di Yuta era piena di fiori.

Quest’estate mamma mi ha chiesto:

ma Gianluca, quello del negozio? Non ci sta più lì? Diego mi ha detto che si è trasferito!

Sì, mamma… si è trasferito!

Che peccato, l’avete perso di vista?

Già! L’abbiamo perso… di vista.

Sabato mi sono fatta forza, dovevo comprare un prodotto per i pavimenti ed ho deciso: vado lì!

Sono entrata.

Tutto diverso.

Niente legno a terra.

Niente legno sulle pareti.

Niente magliette.

Niente jeans.

Niente scalette.

Niente banchetto.

Niente bidone di latta su cui sedersi per chiacchierare.

Niente Madame.

Solo scaffalature con prodotti che non ho nemmeno visto.

Mi mancava l’aria.

La signora mi ha chiesto qualcosa.

Ho farfugliato il nome di un prodotto.

Mi mancava l’aria.

Ha detto che non l’avevano.

Mi mancava l’aria.

Ho ringraziato e salutato.

Ho guardato in alto: la maschera dell’indiano c’era ancora… appesa lì, come un guardiano!

Che cazzata che hai fatto!

aiutodacasa alle 20:17 in: momenti
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domenica, 29 novembre 2009

Come allodole.

Poveri, piccoli uomini…  

Vuoti, inutili, inetti.

Poveri, piccoli esseri ambiziosi, imboscati nella dimensione degli specchi che luccicano ed ammaliano i loro stupidi occhi.

Sguardi assenti, accecati dalla giovinezza, sedotti dalla superficialità.

Illusi, poveri, piccoli uomini.

aiutodacasa alle 13:21 in: momenti argentati
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sabato, 14 novembre 2009

Come se...

... ti arrivasse improvvisamente una secchiata d’acqua in faccia!

Sensazione negativa?

Non direi.

Ricordo il momento in cui il battello si fermò sotto le cascate del Niagara: ridevo mentre l’acqua mi batteva sul viso e pensavo “è come se qualcuno mi stesse tirando secchiate d’acqua in faccia!”

Se il paragone è il medesimo, perché la sensazione, questa volta, dovrebbe essere diversa?

La consapevolezza, lo “svegliarsi” dovrebbe portare sempre a qualcosa di positivo.

aiutodacasa alle 14:06 in: momenti incolore
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lunedì, 19 ottobre 2009

Così è...

... se vi pare!
aiutodacasa alle 13:28 in: momenti
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lunedì, 12 ottobre 2009

Loro ci saranno

Il pensiero deve venir giù da sé!

Ecco, da questo punto sono partita quando, dieci minuti fa, (odio leggere i numeri arabi quando non si parla di matematica… ho corretto!) ho aperto la home di facebook ed ho letto “A cosa stai pensando?”.

Ho immediatamente pensato “Cavolo!” (ovviamente non era Cavolo ma sempre con la Ci iniziava) “è quasi un’imposizione!”.

In pratica mi sono chiesta come fosse possibile racchiudere il mio pensiero del momento, in una manciata di parole (considerando, poi, che bisogna anche farlo con un numero limitato di parole); ho dunque avuto la certezza che per certi pensieri c’è il blog. Paradossalmente Facebook mi ha avvicinata maggiormente a questa mia paginetta.

Ora mi va di parlare di me, del mio momento, del mio sentirmi così serena…

Cos’è cambiato?

Sembrerebbe niente: sono comunque sola, ho lasciato indietro le solite storie immaginarie (sì perché, a volte, sembra soltanto di aver “immaginato” alcuni momenti… sembra che sia stata solo tu ad averli vissuti); certo, è vero che sono tornata a casa, ma quello è un po’ come sottolineare che è “La solita vecchia vita”!

Eppure… c’è qualcosa di diverso…

Stavolta: NON ME NE FREGA UN CA… VOLO! (Nota dell’autrice: quest’ultima frase va letta “cattivissima”, mi raccomando ci tengo, insomma se vi va potete leggerla “cattivissima”. Bene, non proprio cattivissima ma “con carattere” ecco! insomma: se vi va... Leggetela!).

Adesso mi dico che se alcune persone avessero capito il mio sforzo nel fare alcune cose solo per cortesia, per non immaginare un volto sofferente (quando sofferente comunque non lo sarebbe stato), avrebbero capito di essere delle grandi maleducate! 

Sto così bene! La giornata di ieri mi ha caricata: mi sembra di aver fatto un balzo all’indietro (o forse in avanti): con quelle risate, quelle parole, quel semplice stare insieme a casa con la propria famiglia.

Loro ci sono stati,

Loro ci sono,

Loro  CI SARANNO!

aiutodacasa alle 20:43 in: momenti gialli
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venerdì, 09 ottobre 2009

La Chimica delle Persone.

Quelle parole proprio non me le aspettavo, sono arrivate come un arcobaleno dopo la tempesta.

E adesso… sto così, con un sorriso stupido stampato sulla faccia ed una calma interiore inaspettata.

Non potevo immaginare che delle semplici parole potessero donarmi la pace, pur scuotendo così profondamente il mio animo.

E adesso…

E adesso?

Oggi mi manca… chi? Cosa?

Mi manca poter leggere e scrivere.

Buffo ma è il caso di dire “Ma proprio oggi?”

Forse, però, accade proprio perché "oggi" è un giorno particolare; probabilmente, se oggi non fosse stato un giorno così particolare, ieri quelle parole non sarebbero giunte alla mia mente.  

La paura conduce gli esseri umani alla sincerità.

E adesso mi chiedo: se avessi sbagliato risposta?

A volte bisognerebbe farsi trascinare dall’istinto, cercare di vivere un momento… quel momento!

Solo una manciata di parole e pochissime immagini… due paia d’occhi per un paio di secondi.

Ma cos’è?

Cosa ci fa scattare queste sensazioni? Perché il nostro corpo deve essere così imprevedibile?

La chimica delle persone: è così che ho sempre chiamato quella particolare forza che ci attrae verso gli altri, inspiegabile, indescrivibile. È quel che ti colpisce all’istante, è un particolare stupido, sono gli occhi che incroci in mezzo alla folla mentre ne stai cercando altri.

La stessa parola, le stesse cifre!

Numeri e lettere, lettere e numeri.

E adesso… non posso neanche sapere…

Eppure resto calma, la solita frenesia, oggi, m’ha abbandonata. Non mi dispiace.

Febbre, debolezza e questa soffice calma che mi gira intorno.

Parole che, come un forte vento, spazzano via tutti quei dubbi… ed ecco che torna anche il vento, un vento buono, caldo, sincero…

La calma della certezza che, questa volta, non inseguirò la chimera: la lascerò passare con il sorriso della consapevolezza che, di nuovo, si è materializzata e si è fermata a guardarmi.

aiutodacasa alle 16:38 in: momenti viola
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